quinta-feira, 14 de julho de 2016

Das Flores



“Por que compro arroz e flores ?
Ora,compro o arroz para viver e  as flores para ter uma razão para viver!”Kung-Futse

O valor que estimamos as pessoas que nos são caras,se refletem nos nossos gestos de apreço quando recebemos e devolvemos as mesmas considerações, como se fosse um tributo,  numa troca de gentilezas que nos aprisionam nesse sagrado ciclo de eternos amigos e admiradores,quem sabe seja esse um dos postulados da lei de Amra .

Em uma certa ocasião, presenteamos a nossa dileta amiga Adriane, um singelo vaso, com uma oxalis rubra de pequenas flores amarelas, de folhas rubras:simples e exóticas.E igualmente fizemos o mesmo gesto para uma outra amiga,que igualmente acreditávamos  ser apreciadora dos valores simples que desperta sentimentos e enfeitam essa paisagem, muitas vezes, tórrida e  transitória entre "Poeira e Glória"que ora percorremos e que ,as vezes,aguçam a nossa sensibilidade e nos causam doces emoções, com as nuvens do céu de agosto quando se avizinham da primavera.Pois bem,não foi bem isso que concluímos,pois ambas nos surpreenderam:-
-A primeira nos surpreendeu duplamente,não só por cultivar a flor ,reflexo de quem cultiva e cativa uma coisa que se lhe aproxima,como também a dedicação Exuperyana de quem trata aquela tenra e “significante” florzinha com um carinho tão particular que reflete a si mesma transmudada, num gesto de tenerezza para consigo própria e para com todos os que lhe causam empatia.

Ela não só lhe dava a parte mais ensolarada das manhãs, no peitoril da sua janela ,mas também lhe dava atenção como um aconchego de meiguice e ternura tão visíveis, que parecia haver uma estreita  simbiose entre as duas,onde parece haver  uma troca de proteção e luz, com amor e beleza,num ato de distinção e apreço .Pois é apenas isso  que nos distingue nesses pequenos gestos tão afortunados, como a devoção das pérolas guardadas e protegidas nos santuários sagrados das ostras.

Quanto a outra,não poderíamos dizer nada, pois como diria Buda: os que não conseguem ver o milagre da beleza e singularidade de uma simples flor ,está fadado a se repetir sempre,numa bizarra espiral sem cor, e somente os despertos para essa sensibilidade e na busca da compreensão, podem captar a luz e a poesia  ali contidas: reflexo do Criador diluído nas suas criaturas.

JATeixeira


" Pobre das flores nos canteiros dos jardins regulares .
Parecem ter medo da polícia....
Mas tão boas que florescem do mesmo modo
E têm o mesmo sorriso antigo
Que tiveram para o primeiro olhar do primeiro homem
Que as viu aparecidas e lhes tocou levemente
Para ver se elas falavam....."
Alberto Caeiro

sexta-feira, 1 de julho de 2016

Musica Italiana Gigi l'Amoroso



Gigi l'Amoroso- Helena Cinto

Son tornata tra voi per cantarla anche a voi
La storia di un sobborgo di Napoli
Loro che insieme a me a suonare e cantar
Per i turisti ai tavoli del caffè
Giorgio al chitarra, Sandro al mandolino
Io che ballavo al ritmo del tamburello
Ma la gente era li solo per ascoltar
Lui che faceva battere ogni cuor
E tutte al suo apparir gridavano cosi

Arriva Gigi l'amoroso
Il rubacuori gli occhi neri da insolente
Gigi l 'amoroso
Il vincitore senza cuor ma cosi affascinante
Che festa grande è starlo ad ascoltar
Zaza, Luna Caprese, O sole mio

Gigi Giuseppe...
Ma tutti lo chiamavano Gigi l'amore
E le donne erano pazze di lui, tutte
La moglie del Pizzaiolo che ogni martedi chiudeva la bottega per andare a
La moglie del Notaio che era una santa e che non aveva mai
Tradito suo marito prima
E la vedova del Maresciallo, la vedova del Maresciallo que non portava più il lutto
Perchè lui non amava il nero
Tutte vi dico, anche io, ma io
Gigi amava troppo la sua libertà
Fino al giorno che

Dopo averlo squadrato una ricca straniera
Gli fece una proposta per Hollywood più famoso sarai di Caruso vedrai
Diceva lei finchè lui disse si'
Tutti quanti al treno fazzoletti alla mano
La morte in cuore per questo grande addio
Tuttavia cosi fieri di vederlo partire
ll nostro Gigi a conquistar New York
E quando arrivo la gente gli grido

Arriva Gigi l'amoroso
Il rubacuori gli occhi neri da insolente
Gigi l 'amoroso
Il vincitore seuza cuor ma cosi affascinante
E là davanti a tutti lui canto
Zaza, Luna Caprese, O sole mio
Arriva Gigil'amoroso

Gigi!
Quando il treno scomparve noi tornammo tutti alle nostre case
E l'indomani il quartiere non era più lo stesso
La moglie del Pizzaiolo si rifiuto di accendere il forno
La moglie del notaio dalla disperazione prese diversi amanti
E la vodeva del Maresciallo sbarro le persiane
E riprese il lulto per la seconda volta

Si, iI quartiere era ben cambiato



E io...

Quando tempo passo cinque anni da l'or
Le lettere da lui chi le ha viste mai
Ce ne volle un bel po di coraggio per noi
Riprendere la vita senza lui
E malgrado l'assenza quando in mezzo al silenzio
Le luci si spegnevano nel caffè
Sentivemo venir un sopiro ed un pianto
Dal fondo della sala come un canto
...
II rubacuori... gli occhi neri da insolente
Gigi...

Gigi?!...
Sei tu laggiù nel buio?
Aspetta lascia che ti guardi
Ma, ma tu piangi! Tu piangi Gigi?
Non t'è mica andata troppo bene laggiù
Eh ma allora! E allora che cosa capiscono questi americani
A parte il rock e il twist eh
Ma Gigi ma che ti credevi?
Diventare cosi Gigi l'americano
E invece no tu sei Giuseppe Frabrizio Luca Santini!
E sei napoletano!
...
Ascola Giorgio s'é messo alla chitarra
Aspetta C'è anche Sandro
Ma.. ma ma non puoi andartene cosi
Qui tu sei di casa sei nella tua terra sei il re..

Uhé guaglio' é arrivato Gigi oh mama mia è arrivato Gigi d'all'America
O'dio, la cesira mi muore d'amore Italia
E' arrivato l'americano e' arrivato da Hollywood
Carmela Carmella E' arrivato l'americano

Li senti? Ii senti Gigi?
Ci sono tutti, deveno averti riconosciuto alla stazione
Canta Gigi canta e' il pubblico, canta per loro...
Canta per me che non ho mai saputo parlati d'amore
Dai canta, bravo! bravo Gigi!

Arriva Gigi l'amoroso
Il rubacuori...

Bravo Gigi bravo canta canta
Carmella, Carmella Carmella lo sai che é arrivato Gigi
Cesarina, Cesarina scendi è arrivato Gigi da Hollywood!
Ma se te lo dico io che é arrivato scendi no
Guaglione, guaglione guaglione corri va a dire a zio Gennaro
Che é arrivato lo zio Gigi dall'America

Arriva Gigi l'amoroso
Il rubacuori gli occhi neri da insolente
Gigi l 'amoroso
Il vincitore senza cuor ma cosi affascinante
Che festa grande è starlo ad ascoltar
Zaza Luna Caprese O sole mïo
Son tornata tra voi per cantarla anche a voi
La storia di un sobborgo di Napoli
Loro che insieme a me a suonare e cantar
Per i turisti ai tavoli del caffè
Giorgio al chitarra, Sandro al mandolino
Io che ballavo al ritmo del tamburello
Ma la gente era li solo per ascoltar
Lui che faceva battere ogni cuor
E tuffi al suo apparir gridavano cosi

Arriva Gigi l'amoroso
Il rabacuori gli occhi neri da insolente
Gigi l 'amoroso
Il vincitore seuza cuor ma cosi affascinante
Che festa grande è starlo ad ascoltar
Zaza, Luna Caprese, O sole mio

Gigi Giuseppe...
Ma tutti lo chiamavano Gigi l'amore
E le donne erano pazze di lui, tutte
La moglie del Pizzaiolo che ogni martedi chiudeva la bottega per andare a
La moglie del Notaio che era una santa e che non aveva mai
Tradito suo marito prima
E la vedeva del Maresciallo, la vedova del Maresciallo que non portava più il lutto
Perchè lui non amava il nero
Tutte vi dico, anche io, ma io
Gigi amava troppo la sua libertà
Fino al giorno che

Dopo averlo squadrato una ricca straniera
Gli fece una proposta per Hollywood più famoso sarai di Caruso vedrai
Diceva lei finchè lui disse si'
Tutti quanti al treno fazzoletti alla mano
La morte in cuore per questo grande addio
Tuttavia cosi fieri di vederlo partire
ll nostro Gigi a conquistar New York
E quando arrivo la gente gli grido

Arriva Gigi l'amoroso
Il rabacuori gli occhi neri da insolente
Gigi l 'amoroso
Il vincitore seuza cuor ma cosi affascinante
E là davanti a tutti lui canto
Zaza, Luna Caprese, O sole mio
Arriva Gigil'amoroso

Gigi!
Quando il treno scomparve noi tornammo tutti alle nostre case
E l'indomani il quartiere non era più lo stesso
La moglie del Pizzaiolo si rifiuto di accendere il forno
La moglie del notaio dalla disperazione prese diversi amanti
E la vodeva del Maresciallo sbarro le persiane
E riprese il lulto per la seconda volta
http://www.lyricsofsong.com/w/kpnmon
Si, iI quartiere era ben cambiato



E io...

Quando tempo passo cinque anni da allor
Le lettere da lui chi le ha viste mai
Ce ne volle un bel po di coraggio per noi
Riprendere la vita senza lui
E malgrado l'assenza quando in mezzo al silenzio
Le luci si spegnevano nel caffè
Sentivemo venir un sopiro ed un pianto
Dal fondo della sala come un canto
...
II rubacuori... gli occhi neri da insolente
Gigi...

Gigi?!...
Sei tu laggiù nel buio?
Aspetta lascia che ti guardi
Ma, ma tu piangi! Tu piangi Gigi?
Non t'è mica andata troppo bene laggiù
Eh ma allora! E allora che cosa capiscono questi americani
A parte il rock e il twist eh
Ma Gigi ma che ti credevi?
Diventare cosi Gigi l'americano
E invece no tu sei Giuseppe Frabrizio Luca Santini!
E sei napoletano!
...
Ascola Giorgio s'é messo alla chitarra
Aspetta C'è anche Sandro
Ma.. ma ma non puoi andartene cosi
Qui tu sei di casa sei nella tua terra sei il re..

Uhé guaglio' é arrivato Gigi oh mama mia è arrivato Gigi d'all'America
Oddio, la cesira mi muore d'amore Italia
E' arrivato l'americano e' arrivato da Hollywood
Carmela Carmella E' arrivato l'americano

Li senti? Ii senti Gigi?
Ci sono tutti, deveno averti riconosciuto alla stazione
Canta Gigi canta e' il pubblico, canta per loro...
Canta per me che non ho mai saputo parlati d'amore
Dai canta, bravo! bravo Gigi!

Arriva Gigi l'amoroso
Il rabacuori...

Bravo Gigi bravo canta canta
Carmella, Carmella Carmella lo sai che é arrivato Gigi
Cesarina, Cesarina scendi è arrivato Gigi da Hollywood!
Ma se te lo dico io che é arrivato scendi no
Guaglione, guaglione guaglione corri va a dire a zio Gennaro
Che é arrivato lo zio Gigi dall'America

Arriva Gigi l'amoroso
Il rabacuori gli occhi neri da insolente
Gigi l 'amoroso
Il vincitore senza cuor ma cosi affascinante
Che festa grande è starlo ad ascoltar
Zaza Luna Caprese O sole mïo
Son tornata tra voi per cantarla anche a voi
La storia di un sobborgo di Napoli
Loro che insieme a me a suonare e cantar
Per i turisti ai tavoli del caffè
Giorgio al chitarra, Sandro al mandolino
Io che ballavo al ritmo del tamburello
Ma la gente era li solo per ascoltar
Lui che faceva battere ogni cuor
E tuffi al suo apparir gridavano cosi

Arriva Gigi l'amoroso
Il rabacuori gli occhi neri da insolente
Gigi l 'amoroso
Il vincitore seuza cuor ma cosi affascinante
Che festa grande è starlo ad ascoltar
Zaza, Luna Caprese, O sole mio

Gigi Giuseppe...
Ma tutti lo chiamavano Gigi l'amore
E le donne erano pazze di lui, tutte
La moglie del Pizzaiolo che ogni martedi chiudeva la bottega per andare a
La moglie del Notaio che era una santa e che non aveva mai
Tradito suo marito prima
E la vedeva del Maresciallo, la vedova del Maresciallo que non portava più il lutto
Perchè lui non amava il nero
Tutte vi dico, anche io, ma io
Gigi amava troppo la sua libertà
Fino al giorno che

Dopo averlo squadrato una ricca straniera
Gli fece una proposta per Hollywood più famoso sarai di Caruso vedrai
Diceva lei finchè lui disse si'
Tutti quanti al treno fazzoletti alla mano
La morte in cuore per questo grande addio
Tuttavia cosi fieri di vederlo partire
ll nostro Gigi a conquistar New York
E quando arrivo la gente gli grido

Arriva Gigi l'amoroso
Il rabacuori gli occhi neri da insolente
Gigi l 'amoroso
Il vincitore seuza cuor ma cosi affascinante
E là davanti a tutti lui canto
Zaza, Luna Caprese, O sole mio
Arriva Gigil'amoroso

Gigi!
Quando il treno scomparve noi tornammo tutti alle nostre case
E l'indomani il quartiere non era più lo stesso
La moglie del Pizzaiolo si rifiuto di accendere il forno
La moglie del notaio dalla disperazione prese diversi amanti
E la vodeva del Maresciallo sbarro le persiane
E riprese il lulto per la seconda volta
http://www.lyricsofsong.com/w/kpnmon
Si, iI quartiere era ben cambiato



E io...

Quando tempo passo cinque anni da allor
Le lettere da lui chi le ha viste mai
Ce ne volle un bel po di coraggio per noi
Riprendere la vita senza lui
E malgrado l'assenza quando in mezzo al silenzio
Le luci si spegnevano nel caffè
Sentivemo venir un sopiro ed un pianto
Dal fondo della sala come un canto
...
II rubacuori... gli occhi neri da insolente
Gigi...

Gigi?!...
Sei tu laggiù nel buio?
Aspetta lascia che ti guardi
Ma, ma tu piangi! Tu piangi Gigi?
Non t'è mica andata troppo bene laggiù
Eh ma allora! E allora che cosa capiscono questi americani
A parte il rock e il twist eh
Ma Gigi ma che ti credevi?
Diventare cosi Gigi l'americano
E invece no tu sei Giuseppe Frabrizio Luca Santini!
E sei napoletano!
...
Ascola Giorgio s'é messo alla chitarra
Aspetta C'è anche Sandro
Ma.. ma ma non puoi andartene cosi
Qui tu sei di casa sei nella tua terra sei il re..

Uhé guaglio' é arrivato Gigi oh mama mia è arrivato Gigi d'all'America
Oddio, la cesira mi muore d'amore Italia
E' arrivato l'americano e' arrivato da Hollywood
Carmela Carmella E' arrivato l'americano

Li senti? Ii senti Gigi?
Ci sono tutti, deveno averti riconosciuto alla stazione
Canta Gigi canta e' il pubblico, canta per loro...
Canta per me che non ho mai saputo parlati d'amore
Dai canta, bravo! bravo Gigi!

Arriva Gigi l'amoroso
Il rabacuori...

Bravo Gigi bravo canta canta
Carmella, Carmella Carmella lo sai che é arrivato Gigi
Cesarina, Cesarina scendi è arrivato Gigi da Hollywood!
Ma se te lo dico io che é arrivato scendi no
Guaglione, guaglione guaglione corri va a dire a zio Gennaro
Che é arrivato lo zio Gigi dall'America

Arriva Gigi l'amoroso
Il rabacuori gli occhi neri da insolente
Gigi l 'amoroso
Il vincitore senza cuor ma cosi affascinante
Che festa grande è starlo ad ascoltar
Zaza Luna Caprese O sole mïo

quinta-feira, 30 de junho de 2016

De Figada e Flores





Conversando uma ocasião com a Marlene ,lhe dizíamos em tom de interrogação:- não sabemos porque a figada do Rio Grande é melhor do que a de Santa Catarina; aqui,até mesmo  naquelas que podemos ver os figos diferem e não  tem o sabor ou aquele perfume característico das figadas de lá,excluindo, naturalmente, aqueles produtos industrializadas e  falsificadas de certas empresas ,que encontramos no comércio.Nos referimos aqueles feita em casa com todo amor e esmero
Até nos  parece que é alguma coisa, quem sabe, de nostálgico que nos aguça as papilas,ou quem sabe,talvez seja mesmo diferente com o vinho,entre muitos outros produtos , e a sua maturação e as peculiaridades intrínsecas ao habitat,as suas cantinas e cozinhas onde tem algo além da  magia,quem sabe a energia e amor da doceira lhes infunde com todo o enlevo,como quem canta uma canção de ninar.Não sei o quê,só sei que tal o sabor é inconfundível e inolvidável... e nos faz reviver cada momento,reinventar cada bocado e procurar dali extrair não somente o doce mas a poesia e o encantamento que, mesmo sem rima nem métrica,nos cativa,nos fascina.
Aqui, entre esses parênteses, nos lembramos da padaria do Bin,e aquele pão que em vão procuramos,mas não o encontramos nem em sabor ,textura ou aroma nas andanças tantas,entre padarias mil...

Fui presenteado,dia desses com uma dessas figadas de sabor inesquecível,a D Eliete Pastore nos mandou uma dessas  jóias raras, do doce sabor do Rio Grande,que nos encanta e nos adoça a boca, enquanto divagamos e nos perdemos em lembranças, que a medida, que são evocadas parecem desfilar,como um grande caleidoscópio,e nos arrasta para dentro dessa Samsara que roda com todos esses símbolos e nos faz girar juntos num ciclo perpétuo,incorporando fantasia e realidade,perdas e lembranças,nascimento e ocaso; fundindo tudo na mesma cena que acena e nos faz reviver cada átimo ,como se fosse uma parte nossa que se desprendeu e viemos resgatar.E  o que podemos dizer nesses préstimos, onde não são tão somente a gratidão se revela,  por esse regalo de sabor inestimável,inesquecível,mas sobretudo a gratidão que nos invade nos leva a uma efervescência  de imagens que tomam corpo e vivídas desfilam trazendo junto  nesse fantástico carrossel a vida ali de braços dados , nesse tempo que não finda  e nos aconchega com toda “tenerezza” por ser parte de nós mesmos,assim como somos parte intrínseca da mesma matéria que  formou o universo,em torno do qual gravitamos nesse pequenos gestos que se desprendem para se juntar a matriz,se reorganizando e nos devolvendo revitalizado como se houvéssemos sorvido do próprio Graal
Obrigado e não esqueçam:




JATeixeira

Post Scriptum:
Das Flores, diremos outro dia...

sexta-feira, 17 de junho de 2016

A Agenda








Documentário interessante que denuncia o modelo de Organização que está por trás dos novos “Ismos”,como “ambientalismo” que substitui toda a lógica,apontando para o caminho que eles apregoa e querem que vejamos, como o único certo a ser seguido.Apoiado por dados falsos e adulterados eles usam os “idiotas úteis” para disseminá-la na sociedade  e como diz Burke “o bem silencia diante do mal que vocifera”.Estão minado a sociedade com um modelo que muda de nome,como um camaleão muda de cor  para se adaptar a nova condição e arregimentar mais adeptos.Seja em multiculturalismo,sejam entre a infiltração nas escolas com os seus livros que conscurparm contra o modelo de educação tradicional e assumem cada vez mais e em idade mais tenra  os nossos jovens e as nossas crianças, minando a educação familiar de maneira sutil e impondo  a sua agenda. 


É um documentário interessante que nos falam da escola de franckfurt e do fabianismo e do gramscismo  que reina nas nossas universidades ,imprensa ,etc.Visa implodir a família,a sociedade de  dentro para fora.Isto é,nós mesmos nos encarregaremos de destruir o modelo que ajudamos a fundar e que somos parte dele.
E eles não estão unicamente lá, distantes,e nós aqui estamos imunes,não nada disso ,eles estão também aqui em terras tupiniquins.O Fernando Henrique é um dos lideres  do fabianismo no Brasil(http://mudancaedivergencia.blogspot.com.br/2015/01/o-socialismo-fabiano-de-fhc-e-o.html)


Mas ,particularmente,acreditamos que ambos os sistemas não passam de bode expiatório para justificar tal modelo dicotômico,bi-polar, de algo muito mais grandioso que é inacessível a nossa compreensão e está por trás de tudo isto.Toda essa distensão ou briga é uma mera distração,funciona como máscara que ilude os nossos sentidos para esconder a verdadeira monstruosidade que reveste as reais intenções.É uma grande jogo em uma tabuleiro que a humanidade somos as peças.

Enquanto uns estão fantasiados de democracia, o outro está travestido de socialismo.Mas,nenhum ou o que representam, é o pomo da discórdia ou o real objetivo da disputa.São todos meras marionetes dedilhadas por esses cordões invisíveis aos quais estamos todos presos,conscientes ou não dessa situação.Os que nos dedilham,que arremessam os dados e fazem as suas apostam sabem o que fazem.Tem arruinado civilizações e impérios,destruídos líderes.Vejam os exemplo da história.Onde estão os impérios famosos que lideravam o mundo? Incólumes?.Persas,babilônios,macedônios,romanos???Ou onde estão o legado deixado por esses?Gengis-Khan,Alexandre,César ou Ptolomeus???
Não passam de poeira mas o trajeto da história ou os seus propósitos continua em sua marcha...O que motivou a ascensão,quem sabe favoreceu a queda.

A Elite Oculta “Shadow Elite”: é o título do livro de Janine Wedel, que trata da ação dos grupos poderosos que movem as peças nesse imenso tabuleiro,onde todos somos peões, segundo a nossa importância e aptidão
Janine Wedel argumenta no livro que um grupo de elites corrompidas está destruindo os princípios que definem estados modernos, mercados livres e a própria democracia.
É preciso que não refutemos ou desprezemos simplesmente muitas denúncias por crer que elas são inverossímeis ,é preciso ver os indícios ,levantar suspeitas e observar que muitas vezes a presença de fumaça por denunciar grandes incêndios ...O que importa não são os caminhos que a esquerda aponta ou que a direita pavimenta,em todos eles existem coisas boas e ruins ,o que importa de fato são aqueles caminhos sobre os quais recaem as nossas escolhas para um mundo melhor.

 JATeixeira


Shadow Elite: Do You Know Whose Agenda You’re Being Sold?
http://www.huffingtonpost.com/janine-r-wedel/shadow-elite-do-you-know_b_430998.html


terça-feira, 7 de junho de 2016

A Gralha e as Nulidades



A glória é transitória e mais notadamente aquela indevida...



Gloria eius stercus et vermis est; hodie extollitur, et cras non invenietur



Gralha, todos a conhecemos, é aquela ave de canto horrendo,mas que de fato não canta, ela apenas emite um grasnado rouco e desagradável ,um mero ruído desafinado e incômodo que não cativa muito apreciadores .A frequência dessa emissão sonora ,e que poderia ser um canto,  fere  ouvidos cautos.

Pois bem, podemos comparar as distorções  da musica e harmonia atual que permeia o rádio,a TV e as escolhas equivocadas dessa orfandade de talentos a um bando de gralhas que grasnam ao invés de cantar,emitem sons dissonantes ou ruídos de acordes repetitivos e ensurdecedoras que ferem os tímpanos e agride o bom senso;som abjeto e objeto de repulsa, só tolerado pela ausência de oportunidades aos verdadeiros talentos que teimam em continuar  existindo embora esquecidos ou preteridos,pois as escolhas param  diante dessa trupe vulgar e acéfala, seguidos por legiões de  cópias amorfas.




Aqui, o talento é suplantado e esquecido e enquanto essas bestas ruidosas,que quanto mais vociferam e ruídos fazem, mais arregimentam seguidores e geram dividendos para engordar os seus financistas,ávidos por lucros, não importa a que preço,acabam presos na própria teia que criaram.Eles enterram ou desprezam os verdadeiros talentos,por serem sabedores de que aqueles que pensam, são difíceis de serem manipulados ou enganados,por isso eles dão todas as oportunidades àqueles que não as merecem; nesses não sentem  concorrência ou medo, eles sabem que essas bestas se satisfazem com uma mera “bolsa”,migalhas que as cativam e as tornam cegas e subservientes.Enquanto os raros talentos não se curvam a essa soberba ou sorvem dessa taça amarga do amanhã ,ou ávidas se inebriam com o sobejo que esses doam com desdém e escoam do esgoto dessa licenciosidade comprometida .Em suas defesas existem a adoção imoral de leis que protegem o vazio de seus talentos ,onde só muletas sem escrúpulos ,ancoradas numa lei parasita, lhes impedem de ruir.Esses não acreditam que mesmo pequena, a chama do verdadeiro talento brilha na escuridão e dela se desprende,se destaca,enquanto eles ,as próprias trevas  se igualam e se consomem em si mesma num ato vulgar de uma promiscuidade assistida e que resulta num parto microcéfalo e autofágico.
E dessa forma são a causa e o efeito do seu próprio fracasso,sucesso meteórico da véspera, ruído abafado, como bombinha de salão, no dia seguinte que se segue ao sucesso,que abafa e consome o seu próprio estertor

Mas,voltando as gralhas,elas têm um hábito: enterrar as sementes ,os pinhões,para guardar somente para si, por puro egoísmo,mas mesmo assim elas são de alguma utilidade e nos presta algum serviço,pois  como se acredita que ao enterrar as sementes da pinha, para comer depois, essa acaba germinado e favorece o crescimento de  uma nova árvore:o pinheiro ou a Aracauria angustifólia.Mas,a dona gralha não faz isso porque é boazinha,não é por ser amiga do homem que  ela enterra essas  sementes e dessa forma procura refazer a floresta da abundância,antes da sanha madeireira tê-la devastado.Não,ela faz isso por puro egoísmo,para que as outras galhas não se alimentem dessas sementes,elas as quer só para si.Por isso elas enterra:
-“Já que não posso comer todos,eu as escondo,pois não gosto de concorrência  das outras gralhas,elas não as merecem.Se eu deixasse os pinhões que não posso comer para as outras,se elas se alimentarem também, elas vão crescer e haverá mais disputa,menos sobrará para mim,se assim eu agisse eu estaria alimentando um concorrente para a minha comida,alimentando um inimigo.”

Da mesma forma, e na contra-mão da razão, esses que alimentam e afagam as gralhas humanas, aos que constroem a passarela do seu lucro fácil, sucesso que não passa de pavimento para um picadeiro de circo,que quando cessam as palmas,cai a lona vem o esquecimento nessa cadeia milenar que tem sepultado os homens de pouca virtude.Pois ninguém faz mais mal do que a si próprio,é como diz o poeta”-o beijo é véspera do escarro...”Quantos são descartados dessa glória transitória...,por ser indevida,então :Gloria eius stercus et vermis est.




Que nos perdoem as gralhas se tal comparação tem peso de um insulto,pois as infelicita...

JATeixeira

segunda-feira, 23 de maio de 2016

Gabriel Ortaça e o Politicamente Equivocado



Gabriel Ortaça Meu Canto

"Eu canto o dia que nasce,
eu canto o dia que morre,
eu canto a sanga que corre
a lua que mostra a face.
E se o mundo se acabasse
numa tragédia bravia,
assim mesmo eu cantaria:
um mundo nascendo doutro,
a indiada domando potro
e a bugra lavando a cria!"

Ao vermos e ouvirmos esse tipo de canto,desgarrado e livre que nos mostra e  demonstra que nem tudo tem maneia ou está perdido;ainda que pareça uma stampa pequena e desamparada nessa imensidão comprometida ,nos conforta e nos diz que ainda  resta uma esperança ,e essas são como pequenas tochas que ardem acesas, nesse mundo,não sendo intimidado com  os ventos contrários que quer extingui-la, que sopra e açoita essa intrepidez xucra, tentando em vão apagá-lo.Mas,o que nos dá a essa certeza, que por mais que tentem, não retirarão o brilho dos olhos  desses que vêem além dos que as retinas mostram,ou dos que abrem o peito e soltam esse tipo de canto nativo que vai na contra-mão dessa bestificação dos bretes da colonização moderna, nesse modelo serviçal e submisso à valores que ultrapassa o aramado das estâncias, de todos os rincões desse planeta paralisado.E muitas vezes,o que vemos  nos diz respeito, pois nos cosifica e nos empurram garganta abaixo, esse sabor acre que é  misturado a essa caricatura, em que foi transformado o homem urbano hodierno,que não tem mais ou abdica de si mesmo ou dos seus próprios valores ,para rezar em uma cartilha, ora ideológica rançosa e vermelha,em outros momentos se erguem num defesa patética de movimentos espúrios e comprometidos com princípios que não os seus.

Esse canto é um canto lançado em prol da própria liberdade de ser, e assim o  é, sem a necessidade de submeter-se aos chavões impostos por uma mea culpa, ao comer carne ou a ginetar livre pelos quatro cantos da terra,abençoado por Tupã. E nos incluímos entre esses que ousam cumprir as diferenças que nos geraram,não fomos feitos em estamparia fabril.Cada um é modelo único e não adianta o politicamente enganador querer nos impor amarras,não  adianta o governo tentar nos por um freio,pois até na borda do asfalto brota a mais teimosa semente, que não precisa de inspiração ou permissão para isso.

O Criador criou as suas criaturas sem precisar consultar os postulados seja esses Fabiano-gramicista, da esquerda embolorada, ou os caprichos da direita maquiavélica, que quer marcar a todos com um carimbo, pior do que eles receberam nos campos dos horrores  de todas as guerras.


Embora eles tentem,embora eles nos apontem outros caminhos delineados por esse dogmático movimento  do politicamente(correto) enganador,não exista lei humana  que revogue a lei natural de todas as coisas.Onde pau é pau,pedra é pedra.”Duas onças em uma furna uma é fêmea e outra é macho”,não é o nome que define essas diferenças ,como certas senhoras pretensiosas gostariam de alterar para o Onço e a onça,mas a prerrogativa presente vem desde a gênese do mundo
.Os modismos são temporários e não condiciona e nem se impõe sem o nosso consentimento,e mesmo a contra-gosto,pois gostaríamos de gritar aos quatro-ventos ,em alto e bom som, sem sentir intimidado ou ferindo o brio daqueles que abandonaram as características que FONTE que lhes concedeu,  moldou e modelou, e mesmo diante de todas as adversidades , silenciosamente murmuramos   como Galileu Galiei:”...E pur si muove !”
Por isso repito: aquele que liberta também será livre.É preciso não esquecer jamais ,mesmo que permissivo,atentar contra si mesmo. Non pecces tunc cum peccare impune licebit(Não peques, mesmo quando for permitido pecar impunemente.).ou  seja não abdiques de ti próprio ,dos teus princípios e virtudes em um caminho cego e torpe. O preço a pagar por essa libertinagem e permissividade orquestrada,  será muito alto,pois comprometes muito mais do que a tua "alma licenciosa "condenas os todos os que virão depois de ti.. 



JATeixeira

sexta-feira, 20 de maio de 2016

Psicologia da Direção





As posições de mãos no volante e o caráter do condutor

Figura 1. O condutor - um homem disciplinado e confiante.

Figura 2. O condutor não está muito seguro de si e todo o tempo pensa sobre os perigos que estão à espera dele.

Figura 3.  Ele é alegre e educado e sabe o que é lutar

Figura 4. A posição dos ponteiros indica a tenacidade e temeritade.

Figura 5. Este método de controle é extremamente característico de pessimistas.

Figura 6. A pose é típica do condutor arrogante.

Figura 7. O condutor – é um sonhador,

Figura 8., pessoa excitável e nervosa.