Ora,compro o arroz para viver
eas flores para ter uma razão para
viver!”Kung-Futse
O valor que estimamos as pessoas que nos são caras,se
refletem nos nossos gestos de apreço quando recebemos e devolvemos as mesmas
considerações, como se fosse um tributo,numa troca de gentilezas que nos aprisionam nesse sagrado ciclo de
eternos amigos e admiradores,quem sabe seja esse um dos postulados da lei de
Amra .
Em uma certa ocasião, presenteamos a nossa dileta amiga Adriane, um
singelo vaso, com uma oxalis rubra de pequenas flores amarelas, de folhas rubras:simples
e exóticas.E igualmente fizemos o mesmo gesto para uma outra amiga,que igualmente
acreditávamosser apreciadora dos
valores simples que desperta sentimentos e enfeitam essa paisagem, muitas vezes, tórrida e transitória entre "Poeira e Glória"que ora percorremos e que ,as
vezes,aguçam a nossa sensibilidade e nos causam doces emoções, com as nuvens do
céu de agosto quando se avizinham da primavera.Pois bem,não foi bem isso que
concluímos,pois ambas nos surpreenderam:-
-A primeira nos surpreendeu duplamente,não só por cultivar a
flor ,reflexo de quem cultiva e cativa uma coisa que se lhe aproxima,como
também a dedicação Exuperyana de quem trata aquela tenra e “significante”
florzinha com um carinho tão particular que reflete a si mesma transmudada, num
gesto de tenerezza para consigo própria e para com todos os que lhe causam empatia.
Ela não só lhe dava a parte mais ensolarada das manhãs, no
peitoril da sua janela ,mas também lhe dava atenção como um aconchego de
meiguice e ternura tão visíveis, que parecia haver uma estreita simbiose entre as duas,onde parece haver uma
troca de proteção e luz, com amor e beleza,num ato de distinção e apreço .Pois é apenas isso que nos distingue nesses pequenos gestos tão afortunados, como a devoção das pérolas
guardadas e protegidas nos santuários sagrados das ostras.
Quanto a outra,não poderíamos dizer nada, pois como diria
Buda: os que não conseguem ver o milagre da beleza e singularidade de uma
simples flor ,está fadado a se repetir sempre,numa bizarra espiral sem cor, e
somente os despertos para essa sensibilidade e na busca da compreensão, podem
captar a luz e a poesiaali contidas: reflexo
do Criador diluído nas suas criaturas.
JATeixeira
" Pobre das flores nos canteiros dos jardins regulares
.
Parecem ter medo da polícia....
Mas tão boas que florescem do mesmo modo
E têm o mesmo sorriso antigo
Que tiveram para o primeiro olhar do primeiro homem
Que as viu aparecidas e lhes tocou levemente
Para ver se elas falavam....." Alberto Caeiro
Son tornata tra voi per cantarla anche a voi
La storia di un sobborgo di Napoli
Loro che insieme a me a suonare e cantar
Per i turisti ai tavoli del caffè
Giorgio al chitarra, Sandro al mandolino
Io che ballavo al ritmo del tamburello
Ma la gente era li solo per ascoltar
Lui che faceva battere ogni cuor
E tutte al suo apparir gridavano cosi
Arriva Gigi l'amoroso
Il rubacuori gli occhi neri da insolente
Gigi l 'amoroso
Il vincitore senza cuor ma cosi affascinante
Che festa grande è starlo ad ascoltar
Zaza, Luna Caprese, O sole mio
Gigi Giuseppe...
Ma tutti lo chiamavano Gigi l'amore
E le donne erano pazze di lui, tutte
La moglie del Pizzaiolo che ogni martedi chiudeva la bottega per andare a
La moglie del Notaio che era una santa e che non aveva mai
Tradito suo marito prima
E la vedova del Maresciallo, la vedova del Maresciallo que non portava più il lutto
Perchè lui non amava il nero
Tutte vi dico, anche io, ma io
Gigi amava troppo la sua libertà
Fino al giorno che
Dopo averlo squadrato una ricca straniera
Gli fece una proposta per Hollywood più famoso sarai di Caruso vedrai
Diceva lei finchè lui disse si'
Tutti quanti al treno fazzoletti alla mano
La morte in cuore per questo grande addio
Tuttavia cosi fieri di vederlo partire
ll nostro Gigi a conquistar New York
E quando arrivo la gente gli grido
Arriva Gigi l'amoroso
Il rubacuori gli occhi neri da insolente
Gigi l 'amoroso
Il vincitore seuza cuor ma cosi affascinante
E là davanti a tutti lui canto
Zaza, Luna Caprese, O sole mio
Arriva Gigil'amoroso
Gigi!
Quando il treno scomparve noi tornammo tutti alle nostre case
E l'indomani il quartiere non era più lo stesso
La moglie del Pizzaiolo si rifiuto di accendere il forno
La moglie del notaio dalla disperazione prese diversi amanti
E la vodeva del Maresciallo sbarro le persiane
E riprese il lulto per la seconda volta
Si, iI quartiere era ben cambiato
E io...
Quando tempo passo cinque anni da l'or
Le lettere da lui chi le ha viste mai
Ce ne volle un bel po di coraggio per noi
Riprendere la vita senza lui
E malgrado l'assenza quando in mezzo al silenzio
Le luci si spegnevano nel caffè
Sentivemo venir un sopiro ed un pianto
Dal fondo della sala come un canto
...
II rubacuori... gli occhi neri da insolente
Gigi...
Gigi?!...
Sei tu laggiù nel buio?
Aspetta lascia che ti guardi
Ma, ma tu piangi! Tu piangi Gigi?
Non t'è mica andata troppo bene laggiù
Eh ma allora! E allora che cosa capiscono questi americani
A parte il rock e il twist eh
Ma Gigi ma che ti credevi?
Diventare cosi Gigi l'americano
E invece no tu sei Giuseppe Frabrizio Luca Santini!
E sei napoletano!
...
Ascola Giorgio s'é messo alla chitarra
Aspetta C'è anche Sandro
Ma.. ma ma non puoi andartene cosi
Qui tu sei di casa sei nella tua terra sei il re..
Uhé guaglio' é arrivato Gigi oh mama mia è arrivato Gigi d'all'America
O'dio, la cesira mi muore d'amore Italia
E' arrivato l'americano e' arrivato da Hollywood
Carmela Carmella E' arrivato l'americano
Li senti? Ii senti Gigi?
Ci sono tutti, deveno averti riconosciuto alla stazione
Canta Gigi canta e' il pubblico, canta per loro...
Canta per me che non ho mai saputo parlati d'amore
Dai canta, bravo! bravo Gigi!
Arriva Gigi l'amoroso
Il rubacuori...
Bravo Gigi bravo canta canta
Carmella, Carmella Carmella lo sai che é arrivato Gigi
Cesarina, Cesarina scendi è arrivato Gigi da Hollywood!
Ma se te lo dico io che é arrivato scendi no
Guaglione, guaglione guaglione corri va a dire a zio Gennaro
Che é arrivato lo zio Gigi dall'America
Arriva Gigi l'amoroso
Il rubacuori gli occhi neri da insolente
Gigi l 'amoroso
Il vincitore senza cuor ma cosi affascinante
Che festa grande è starlo ad ascoltar
Zaza Luna Caprese O sole mïo
Son tornata tra voi per cantarla anche a voi
La storia di un sobborgo di Napoli
Loro che insieme a me a suonare e cantar
Per i turisti ai tavoli del caffè
Giorgio al chitarra, Sandro al mandolino
Io che ballavo al ritmo del tamburello
Ma la gente era li solo per ascoltar
Lui che faceva battere ogni cuor
E tuffi al suo apparir gridavano cosi
Arriva Gigi l'amoroso
Il rabacuori gli occhi neri da insolente
Gigi l 'amoroso
Il vincitore seuza cuor ma cosi affascinante
Che festa grande è starlo ad ascoltar
Zaza, Luna Caprese, O sole mio
Gigi Giuseppe...
Ma tutti lo chiamavano Gigi l'amore
E le donne erano pazze di lui, tutte
La moglie del Pizzaiolo che ogni martedi chiudeva la bottega per andare a
La moglie del Notaio che era una santa e che non aveva mai
Tradito suo marito prima
E la vedeva del Maresciallo, la vedova del Maresciallo que non portava più il lutto
Perchè lui non amava il nero
Tutte vi dico, anche io, ma io
Gigi amava troppo la sua libertà
Fino al giorno che
Dopo averlo squadrato una ricca straniera
Gli fece una proposta per Hollywood più famoso sarai di Caruso vedrai
Diceva lei finchè lui disse si'
Tutti quanti al treno fazzoletti alla mano
La morte in cuore per questo grande addio
Tuttavia cosi fieri di vederlo partire
ll nostro Gigi a conquistar New York
E quando arrivo la gente gli grido
Arriva Gigi l'amoroso
Il rabacuori gli occhi neri da insolente
Gigi l 'amoroso
Il vincitore seuza cuor ma cosi affascinante
E là davanti a tutti lui canto
Zaza, Luna Caprese, O sole mio
Arriva Gigil'amoroso
Gigi!
Quando il treno scomparve noi tornammo tutti alle nostre case
E l'indomani il quartiere non era più lo stesso
La moglie del Pizzaiolo si rifiuto di accendere il forno
La moglie del notaio dalla disperazione prese diversi amanti
E la vodeva del Maresciallo sbarro le persiane
E riprese il lulto per la seconda volta
http://www.lyricsofsong.com/w/kpnmon
Si, iI quartiere era ben cambiato
E io...
Quando tempo passo cinque anni da allor
Le lettere da lui chi le ha viste mai
Ce ne volle un bel po di coraggio per noi
Riprendere la vita senza lui
E malgrado l'assenza quando in mezzo al silenzio
Le luci si spegnevano nel caffè
Sentivemo venir un sopiro ed un pianto
Dal fondo della sala come un canto
...
II rubacuori... gli occhi neri da insolente
Gigi...
Gigi?!...
Sei tu laggiù nel buio?
Aspetta lascia che ti guardi
Ma, ma tu piangi! Tu piangi Gigi?
Non t'è mica andata troppo bene laggiù
Eh ma allora! E allora che cosa capiscono questi americani
A parte il rock e il twist eh
Ma Gigi ma che ti credevi?
Diventare cosi Gigi l'americano
E invece no tu sei Giuseppe Frabrizio Luca Santini!
E sei napoletano!
...
Ascola Giorgio s'é messo alla chitarra
Aspetta C'è anche Sandro
Ma.. ma ma non puoi andartene cosi
Qui tu sei di casa sei nella tua terra sei il re..
Uhé guaglio' é arrivato Gigi oh mama mia è arrivato Gigi d'all'America
Oddio, la cesira mi muore d'amore Italia
E' arrivato l'americano e' arrivato da Hollywood
Carmela Carmella E' arrivato l'americano
Li senti? Ii senti Gigi?
Ci sono tutti, deveno averti riconosciuto alla stazione
Canta Gigi canta e' il pubblico, canta per loro...
Canta per me che non ho mai saputo parlati d'amore
Dai canta, bravo! bravo Gigi!
Arriva Gigi l'amoroso
Il rabacuori...
Bravo Gigi bravo canta canta
Carmella, Carmella Carmella lo sai che é arrivato Gigi
Cesarina, Cesarina scendi è arrivato Gigi da Hollywood!
Ma se te lo dico io che é arrivato scendi no
Guaglione, guaglione guaglione corri va a dire a zio Gennaro
Che é arrivato lo zio Gigi dall'America
Arriva Gigi l'amoroso
Il rabacuori gli occhi neri da insolente
Gigi l 'amoroso
Il vincitore senza cuor ma cosi affascinante
Che festa grande è starlo ad ascoltar
Zaza Luna Caprese O sole mïo
Son tornata tra voi per cantarla anche a voi
La storia di un sobborgo di Napoli
Loro che insieme a me a suonare e cantar
Per i turisti ai tavoli del caffè
Giorgio al chitarra, Sandro al mandolino
Io che ballavo al ritmo del tamburello
Ma la gente era li solo per ascoltar
Lui che faceva battere ogni cuor
E tuffi al suo apparir gridavano cosi
Arriva Gigi l'amoroso
Il rabacuori gli occhi neri da insolente
Gigi l 'amoroso
Il vincitore seuza cuor ma cosi affascinante
Che festa grande è starlo ad ascoltar
Zaza, Luna Caprese, O sole mio
Gigi Giuseppe...
Ma tutti lo chiamavano Gigi l'amore
E le donne erano pazze di lui, tutte
La moglie del Pizzaiolo che ogni martedi chiudeva la bottega per andare a
La moglie del Notaio che era una santa e che non aveva mai
Tradito suo marito prima
E la vedeva del Maresciallo, la vedova del Maresciallo que non portava più il lutto
Perchè lui non amava il nero
Tutte vi dico, anche io, ma io
Gigi amava troppo la sua libertà
Fino al giorno che
Dopo averlo squadrato una ricca straniera
Gli fece una proposta per Hollywood più famoso sarai di Caruso vedrai
Diceva lei finchè lui disse si'
Tutti quanti al treno fazzoletti alla mano
La morte in cuore per questo grande addio
Tuttavia cosi fieri di vederlo partire
ll nostro Gigi a conquistar New York
E quando arrivo la gente gli grido
Arriva Gigi l'amoroso
Il rabacuori gli occhi neri da insolente
Gigi l 'amoroso
Il vincitore seuza cuor ma cosi affascinante
E là davanti a tutti lui canto
Zaza, Luna Caprese, O sole mio
Arriva Gigil'amoroso
Gigi!
Quando il treno scomparve noi tornammo tutti alle nostre case
E l'indomani il quartiere non era più lo stesso
La moglie del Pizzaiolo si rifiuto di accendere il forno
La moglie del notaio dalla disperazione prese diversi amanti
E la vodeva del Maresciallo sbarro le persiane
E riprese il lulto per la seconda volta
http://www.lyricsofsong.com/w/kpnmon
Si, iI quartiere era ben cambiato
E io...
Quando tempo passo cinque anni da allor
Le lettere da lui chi le ha viste mai
Ce ne volle un bel po di coraggio per noi
Riprendere la vita senza lui
E malgrado l'assenza quando in mezzo al silenzio
Le luci si spegnevano nel caffè
Sentivemo venir un sopiro ed un pianto
Dal fondo della sala come un canto
...
II rubacuori... gli occhi neri da insolente
Gigi...
Gigi?!...
Sei tu laggiù nel buio?
Aspetta lascia che ti guardi
Ma, ma tu piangi! Tu piangi Gigi?
Non t'è mica andata troppo bene laggiù
Eh ma allora! E allora che cosa capiscono questi americani
A parte il rock e il twist eh
Ma Gigi ma che ti credevi?
Diventare cosi Gigi l'americano
E invece no tu sei Giuseppe Frabrizio Luca Santini!
E sei napoletano!
...
Ascola Giorgio s'é messo alla chitarra
Aspetta C'è anche Sandro
Ma.. ma ma non puoi andartene cosi
Qui tu sei di casa sei nella tua terra sei il re..
Uhé guaglio' é arrivato Gigi oh mama mia è arrivato Gigi d'all'America
Oddio, la cesira mi muore d'amore Italia
E' arrivato l'americano e' arrivato da Hollywood
Carmela Carmella E' arrivato l'americano
Li senti? Ii senti Gigi?
Ci sono tutti, deveno averti riconosciuto alla stazione
Canta Gigi canta e' il pubblico, canta per loro...
Canta per me che non ho mai saputo parlati d'amore
Dai canta, bravo! bravo Gigi!
Arriva Gigi l'amoroso
Il rabacuori...
Bravo Gigi bravo canta canta
Carmella, Carmella Carmella lo sai che é arrivato Gigi
Cesarina, Cesarina scendi è arrivato Gigi da Hollywood!
Ma se te lo dico io che é arrivato scendi no
Guaglione, guaglione guaglione corri va a dire a zio Gennaro
Che é arrivato lo zio Gigi dall'America
Arriva Gigi l'amoroso
Il rabacuori gli occhi neri da insolente
Gigi l 'amoroso
Il vincitore senza cuor ma cosi affascinante
Che festa grande è starlo ad ascoltar
Zaza Luna Caprese O sole mïo
Conversando uma ocasião com a Marlene ,lhe dizíamos em tom
de interrogação:- não sabemos porque a figada do Rio Grande é melhor do que a
de Santa Catarina; aqui,até mesmonaquelas
que podemos ver os figos diferem e não tem o sabor ou aquele perfume característico
das figadas de lá,excluindo, naturalmente, aqueles produtos industrializadas e falsificadas de certas empresas ,que
encontramos no comércio.Nos referimos aqueles feita em casa com todo amor e
esmero
Até nosparece que é alguma coisa, quem
sabe, de nostálgico que nos aguça as papilas,ou quem sabe,talvez seja mesmo
diferente com o vinho,entre muitos outros produtos , e a sua maturação e as
peculiaridades intrínsecas ao habitat,as suas cantinas e cozinhas onde tem algo
além damagia,quem sabe a energia e amor
da doceira lhes infunde com todo o enlevo,como quem canta uma canção de ninar.Não
sei o quê,só sei que tal o sabor é inconfundível e inolvidável... e nos faz
reviver cada momento,reinventar cada bocado e procurar dali extrair não somente
o doce mas a poesia e o encantamento que, mesmo sem rima nem métrica,nos
cativa,nos fascina.
Aqui, entre esses parênteses, nos lembramos da padaria do
Bin,e aquele pão que em vão procuramos,mas não o encontramos nem em sabor
,textura ou aroma nas andanças tantas,entre padarias mil...
Fui presenteado,dia desses com uma dessas figadas de sabor
inesquecível,a D Eliete Pastore nos mandou uma dessasjóias raras, do doce sabor do Rio Grande,que
nos encanta e nos adoça a boca, enquanto divagamos e nos perdemos em lembranças,
que a medida, que são evocadas parecem desfilar,como um grande caleidoscópio,e
nos arrasta para dentro dessa Samsara que roda com todos esses símbolos e nos
faz girar juntos num ciclo perpétuo,incorporando fantasia e realidade,perdas e
lembranças,nascimento e ocaso; fundindo tudo na mesma cena que acena e nos faz
reviver cada átimo ,como se fosse uma parte nossa que se desprendeu e viemos
resgatar.Eo que podemos dizer nesses
préstimos, onde não são tão somente a gratidão se revela, por esse regalo de sabor inestimável,inesquecível,mas
sobretudo a gratidão que nos invade nos leva a uma efervescênciade imagens que tomam corpo e vivídas desfilam
trazendo juntonesse fantástico
carrossel a vida ali de braços dados , nesse tempo que não findae nos aconchega com toda “tenerezza” por ser parte
de nós mesmos,assim como somos parte intrínseca da mesma matéria que formou o universo,em torno do qual gravitamos
nesse pequenos gestos que se desprendem para se juntar a matriz,se reorganizando
e nos devolvendo revitalizado como se houvéssemos sorvido do próprio Graal
Documentário interessante que denuncia o modelo de
Organização que está por trás dos novos “Ismos”,como “ambientalismo” que
substitui toda a lógica,apontando para o caminho que eles apregoa e querem que
vejamos, como o único certo a ser seguido.Apoiado por dados falsos e
adulterados eles usam os “idiotas úteis” para disseminá-la na sociedadee como diz Burke “o bem silencia diante do
mal que vocifera”.Estão minado a sociedade com um modelo que muda de nome,como
um camaleão muda de corpara se adaptar
a nova condição e arregimentar mais adeptos.Seja em multiculturalismo,sejam
entre a infiltração nas escolas com os seus livros que conscurparm contra o
modelo de educação tradicional e assumem cada vez mais e em idade mais
tenraos nossos jovens e as nossas
crianças, minando a educação familiar de maneira sutil e impondoa sua agenda.
É um documentário interessante que nos falam da escola de
franckfurt e do fabianismo e do gramscismo que reina nas nossas universidades ,imprensa
,etc.Visa implodir a família,a sociedade dedentro para fora.Isto é,nós mesmos nos encarregaremos de destruir o
modelo que ajudamos a fundar e que somos parte dele.
E eles não estão unicamente lá, distantes,e nós aqui estamos
imunes,não nada disso ,eles estão também aqui em terras tupiniquins.O Fernando
Henrique é um dos lideresdo fabianismo
no Brasil(http://mudancaedivergencia.blogspot.com.br/2015/01/o-socialismo-fabiano-de-fhc-e-o.html)
Mas ,particularmente,acreditamos que ambos os sistemas não
passam de bode expiatório para justificar tal modelo dicotômico,bi-polar, de
algo muito mais grandioso que é inacessível a nossa compreensão e está por trás
de tudo isto.Toda essa distensão ou briga é uma mera distração,funciona como
máscara que ilude os nossos sentidos para esconder a verdadeira monstruosidade
que reveste as reais intenções.É uma grande jogo em uma tabuleiro que a
humanidade somos as peças.
Enquanto uns estão fantasiados de democracia, o outro
está travestido de socialismo.Mas,nenhum ou o que representam, é o pomo da
discórdia ou o real objetivo da disputa.São todos meras marionetes dedilhadas
por esses cordões invisíveis aos quais estamos todos presos,conscientes ou não
dessa situação.Os que nos dedilham,que arremessam os dados e fazem as suas
apostam sabem o que fazem.Tem arruinado civilizações e impérios,destruídos
líderes.Vejam os exemplo da história.Onde estão os impérios famosos que lideravam
o mundo? Incólumes?.Persas,babilônios,macedônios,romanos???Ou onde estão o
legado deixado por esses?Gengis-Khan,Alexandre,César ou Ptolomeus???
Não passam de poeira mas o trajeto da história ou os seus
propósitos continua em sua marcha...O que motivou a ascensão,quem sabe
favoreceu a queda.
A Elite Oculta “Shadow Elite”: é o título do livro de Janine Wedel, que
trata da ação dos grupos poderosos que movem as peças nesse imenso
tabuleiro,onde todos somos peões, segundo a nossa importância e aptidão
Janine Wedel argumenta no livro que
um grupo de elites corrompidas está destruindo os princípios que definem
estados modernos, mercados livres e a própria democracia.
É preciso que não refutemos ou desprezemos simplesmente muitas
denúncias por crer que elas são inverossímeis ,é preciso ver os indícios ,levantar
suspeitas e observar que muitas vezes a presença de fumaça por denunciar
grandes incêndios ...O que importa não são os caminhos que a esquerda aponta ou que a direita pavimenta,em todos eles existem coisas boas e ruins ,o que importa de fato são aqueles caminhos sobre os quais recaem as nossas escolhas para um mundo melhor.
JATeixeira
Shadow Elite: Do You Know Whose Agenda You’re Being Sold?
A glória é transitória e mais notadamente aquela indevida...
Gloria eius
stercus et vermis est; hodie extollitur, et cras non invenietur
Gralha, todos a conhecemos, é aquela ave de canto horrendo,mas
que de fato não canta, ela apenas emite um grasnado rouco e desagradável ,um
mero ruído desafinado e incômodo que não cativa muito apreciadores .A frequência dessa emissão sonora ,e que poderia ser um canto,fereouvidos cautos.
Pois bem, podemos comparar as distorçõesda musica e harmonia atual que permeia o rádio,a TV e as escolhas equivocadas dessa orfandade de talentos a um bando de
gralhas que grasnam ao invés de cantar,emitem sons dissonantes ou ruídos de
acordes repetitivos e ensurdecedoras que ferem os tímpanos e agride o bom senso;som
abjeto e objeto de repulsa, só tolerado pela ausência de oportunidades aos
verdadeiros talentos que teimam em continuar existindo embora esquecidos ou preteridos,pois
as escolhas param diante dessa trupe
vulgar e acéfala, seguidos por legiões decópias amorfas.
Aqui, o talento é suplantado e esquecido e enquanto essas bestas
ruidosas,que quanto mais vociferam e ruídos fazem, mais arregimentam seguidores
e geram dividendos para engordar os seus financistas,ávidos por lucros, não
importa a que preço,acabam presos na própria teia que criaram.Eles enterram ou
desprezam os verdadeiros talentos,por serem sabedores de que aqueles que pensam, são
difíceis de serem manipulados ou enganados,por isso eles dão todas as oportunidades
àqueles que não as merecem; nesses não sentem concorrência ou medo, eles sabem que essas
bestas se satisfazem com uma mera “bolsa”,migalhas que as cativam e as tornam
cegas e subservientes.Enquanto os raros talentos não se curvam a essa soberba
ou sorvem dessa taça amarga do amanhã ,ou ávidas se inebriam com o sobejo que
esses doam com desdém e escoam do esgoto dessa licenciosidade comprometida .Em
suas defesas existem a adoção imoral de leis que protegem o vazio de seus
talentos ,onde só muletas sem escrúpulos ,ancoradas numa lei parasita, lhes
impedem de ruir.Esses não acreditam que mesmo pequena, a chama do verdadeiro
talento brilha na escuridão e dela se desprende,se destaca,enquanto eles ,as
próprias trevasse igualam e se consomem
em si mesma num ato vulgar de uma promiscuidade assistida e que resulta num
parto microcéfalo e autofágico.
E dessa forma são a causa e o efeito do seu próprio
fracasso,sucesso meteórico da véspera, ruído abafado, como bombinha de salão, no
dia seguinte que se segue ao sucesso,que abafa e consome o seu próprio estertor
Mas,voltando as gralhas,elas têm um hábito: enterrar as sementes
,os pinhões,para guardar somente para si, por puro egoísmo,mas mesmo assim elas
são de alguma utilidade e nos presta algum serviço,poiscomo se acredita que ao enterrar as sementes
da pinha, para comer depois, essa acaba germinado e favorece o crescimento
deuma nova árvore:o pinheiro ou a
Aracauria angustifólia.Mas,a dona gralha não faz isso porque é boazinha,não é
por ser amiga do homem queela enterra
essas sementes e dessa forma procura
refazer a floresta da abundância,antes da sanha madeireira tê-la devastado.Não,ela
faz isso por puro egoísmo,para que as outras galhas não se alimentem dessas
sementes,elas as quer só para si.Por isso elas enterra:
-“Já que não posso comer todos,eu as escondo,pois não gosto
de concorrênciadas outras gralhas,elas não
as merecem.Se eu deixasse os pinhões que não posso comer para as outras,se elas
se alimentarem também, elas vão crescer e haverá mais disputa,menos sobrará
para mim,se assim eu agisse eu estaria alimentando um concorrente para a minha
comida,alimentando um inimigo.”
Da mesma forma, e na contra-mão da razão, esses que alimentam
e afagam as gralhas humanas, aos que constroem a passarela do seu lucro fácil,
sucesso que não passa de pavimento para um picadeiro de circo,que quando cessam
as palmas,cai a lona vem o esquecimento nessa cadeia milenar que tem sepultado
os homens de pouca virtude.Pois ninguém faz mais mal do que a si próprio,é como
diz o poeta”-o beijo é véspera do escarro...”Quantos são descartados dessa
glória transitória...,por ser indevida,então :Gloria eius stercus et vermis est.
Que nos perdoem as gralhas se tal comparação tem peso de um
insulto,pois as infelicita...
"Eu canto o dia que nasce, eu canto o dia que morre, eu canto a sanga que corre a lua que mostra a face. E se o mundo se acabasse numa tragédia bravia, assim mesmo eu cantaria: um mundo nascendo doutro, a indiada domando potro e a bugra lavando a cria!"
Ao vermos e ouvirmos esse tipo de canto,desgarrado e livre
que nos mostra edemonstra que nem tudo
tem maneia ou está perdido;ainda que pareça uma stampa pequena e desamparada nessa imensidão comprometida
,nos conforta e nos diz que ainda resta uma esperança ,e essas são como
pequenas tochas que ardem acesas, nesse mundo,não sendo intimidado com os ventos contrários
que quer extingui-la, que sopra e açoita essa intrepidez xucra, tentando em vão
apagá-lo.Mas,o que nos dá a essa certeza, que por mais que tentem, não
retirarão o brilho dos olhosdesses que
vêem além dos que as retinas mostram,ou dos que abrem o peito e soltam esse
tipo de canto nativo que vai na contra-mão dessa bestificação dos bretes da
colonização moderna, nesse modelo serviçal e submisso à valores que ultrapassa
o aramado das estâncias, de todos os rincões desse planeta paralisado.E muitas vezes,o que
vemos nos diz respeito, pois nos cosifica e nos empurram
garganta abaixo, esse sabor acre que émisturado a essa caricatura, em que foi transformado o homem urbano
hodierno,que não tem mais ou abdica de si mesmo ou dos seus próprios valores ,para rezar em uma
cartilha, ora ideológica rançosa e vermelha,em outros momentos se erguem num
defesa patética de movimentos espúrios e comprometidos com princípios que não
os seus.
Esse canto é um canto lançado em prol da própria liberdade
de ser, e assim oé, sem a necessidade de
submeter-se aos chavões impostos por uma mea culpa, ao comer carne ou a ginetar
livre pelos quatro cantos da terra,abençoado por Tupã. E nos incluímos entre
esses que ousam cumprir as diferenças que nos geraram,não fomos feitos em
estamparia fabril.Cada um é modelo único e não adianta o politicamente enganador
querer nos impor amarras,nãoadianta o
governo tentar nos por um freio,pois até na borda do asfalto brota a mais
teimosa semente, que não precisa de inspiração ou permissão para isso.
O Criador criou as suas criaturas sem precisar consultar os
postulados seja esses Fabiano-gramicista, da esquerda embolorada, ou os
caprichos da direita maquiavélica, que quer marcar a todos com um carimbo, pior
do que eles receberam nos campos dos horroresde todas as guerras.
Embora eles tentem,embora eles nos apontem outros caminhos delineados por esse dogmático movimento do
politicamente(correto) enganador,não exista lei humanaque revogue a lei natural de todas as coisas.Onde pau é pau,pedra é
pedra.”Duas onças em uma furna uma é fêmea e outra é macho”,não é o nome que
define essas diferenças ,como certas senhoras pretensiosas gostariam de alterar
para o Onço e a onça,mas a prerrogativa presente vem desde a gênese do mundo
.Os
modismos são temporários e não condiciona e nem se impõe sem o nosso
consentimento,e mesmo a contra-gosto,pois gostaríamos de gritar aos quatro-ventos ,em alto e bom som, sem sentir intimidado ou ferindo o brio daqueles que abandonaram as características que FONTE que lhes concedeu, moldou e modelou, e mesmo diante de todas as adversidades , silenciosamente murmuramos como Galileu
Galiei:”...E pur si muove !”
Por isso repito: aquele que liberta também será livre.É
preciso não esquecer jamais ,mesmo que permissivo,atentar contra si mesmo. Non
pecces tunc cum peccare impune licebit(Não peques, mesmo quando for permitido
pecar impunemente.).ou seja não abdiques de ti próprio ,dos teus princípios e virtudes em um caminho cego e torpe. O preço a pagar por essa libertinagem e permissividade
orquestrada,será muito alto,pois comprometes muito mais do que a tua "alma licenciosa "condenas os todos os que virão depois de ti..
Minha religião é o amor Cada coração é meu templo”
Feliz 2015...16...17...18.............
Não importa se essa data represente o solstício de inverno,no Norte.Foi também escolhida para simbolizar o renascimento e fortalecimento da esperança em dias melhores.Mesmo que simbólico, o Natal representa um ícone de renovação da fé no amanhã; e a chegada do Novo Ano sempre renova a aplicação dessa manifestação, na escolha do caminho que é trilhado, para não extinguir essa chama ,para concretização desse desejo.
Boas Escolhas e Feliz Ano Novo
Regentropfen von Max Raabe
Regentropfen, die an Dein Fenster klopfen Das merke dir, die sind ein Gruß von mir
Heller Sonnenschein kann nicht immer sein Wolken ziehen, Stunden fliehen schnell dahin Ob die Sonne scheint, ob der Himmel weint Sei nicht traurig, wenn ich auch nicht bei dir bin
Regentropfen, die an Dein Fenster klopfen Das merke dir, die sind ein Gruß von mir
Sonnenstrahlen, die in dein Fenster fallen Das merke dir, die sind ein Kuß von mir
Abend aber dann im hellen Mondschein Komm ich selbst zu Dir und will belohnt sein
Regentropfen, die an Dein Fenster klopfen Das merke dir, die sind ein Gruß von mir
Abends aber dann im hellen Mondschein Komm ich selbst zu Dir und will belohnt sein
Regentropfen, die an Dein Fenster klopfen Das merke dir, die sind ein Gruß von mir
As pessoas têm estrelas que não são as mesmas. Para uns, que viajam, as estrelas são guias. Para outros, elas não passam de pequenas luzes. Para outros, os sábios, são problemas. Para o meu negociante, eram ouro. Mas todas essas estrelas se calam. Tu porém, terás estrelas como ninguém... Quero dizer: quando olhares o céu de noite, (porque habitarei uma delas e estarei rindo), então será como se todas as estrelas te rissem! E tu terás estrelas que sabem sorrir! Assim, tu te sentirás contente por me teres conhecido. Tu serás sempre meu amigo (basta olhar para o céu e estarei lá). Terás vontade de rir comigo. E abrirá, às vezes, a janela à toa, por gosto... e teus amigos ficarão espantados de ouvir-te rir olhando o céu. Sim, as estrelas, elas sempre me fazem rir!" Antoine de Saint-Exupéry)
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